Il giorno si faceva notte. La luce, intorno, viaggiava imperterrita verso il silenzio nero della sera. È là che ho capito. Mentre osservavo una stella che sembrava apparire dal nulla. Ho chiuso gli occhi e ho sentito un calore. Immenso. Infuocato. Impossibile da ignorare. In quell’istante ho imparato a leggermi l’anima. Ne ho sfogliate le pagine ad una ad una, ripercorrendo a ritroso la mia esistenza che -fino ad allora- non avrei mai pensato di stravolgere. Alcune cose non si possono spiegare a parole. Sono sfumature che ci appartengono e raramente possono essere divulgate in tutto il loro schiarirsi. Ma io ho capito. Ero come una macchina fotografica analogica: accarezzavo l’obiettivo, provavo a dirigerlo prima a destra poi a sinistra, fino a trovare la messa a fuoco perfetta. Ed ecco la fotografia della mia vita.
No. Non avrei immaginato. E, se lo avessi fatto, non avrei nemmeno voluto sapere la verità. All’inizio rifiutavo i miei pensieri. Li vedevo sbagliati. O, per lo meno, così me li mostrava la società. Le donne sono esseri umani che nascono con la gonna, mentre gli uomini indossano pantaloni ed una virilità imposta. Ma non è così che funziona. C’è chi la gonna la strappa al primo vagito. Chi la toglie in seguito, dopo aver passato anni ed anni a fingere. Come me.
Non è vero che bisogna accettarsi. Non è vero che se sei nato così devi rimanere così perché chi lo ha voluto è un essere supremo. Non m’importa. Io sono il Dio di me stesso e ho una vita sola (tralasciando vari discorsi sulla reincarnazione e quant’altro, che vorrei approfondire in un secondo momento). Proprio perché in queste vesti ho un’unica possibilità, desidero possedere la facoltà di decidere e comportarmi di conseguenza, pur rispettando gli altri. Mi hanno imposto questo aspetto, che tutti possono vedere. Ma pochi si preoccupano di scansionare lo spirito. È lì che siamo davvero… noi stessi. È lì che sono nato. Ed è lì che ho cominciato a camminare, a seguire una strada che mi avrebbe portato alla quasi totale comprensione di ciò che sono.
Non è facile. No. Non lo è. Girovagare in mezzo alla gente vestito in questo modo mi fa stare bene. Ma gli occhi li noto. Li osservo. Ancor più di quanto loro facciano con me. Il giudizio altrui non mi preoccupa. Ciò che mi fa pensare è la grettezza e la piccolezza che conservano dentro sé. Bisogna essere davvero minuscoli, per passare il tempo a schiacciare l’esistenza altrui. Mi chiedo cosa accadrebbe se io fossi loro figlio. Cosa farebbero se capitasse a qualcuno con il quale hanno un legame che fino a quell’ipotetico momento si può definire vero e totale. Ammesso ce l’abbiano.
Ho buttato al vento molti anni. Troppi. Mi sono calzato sulle aspettative altrui, tradendomi. Ho cercato di piacere e compiacere, dimenticando la VITA a lettere maiuscole. Sono sceso a compromessi, sorridendo di fronte alle beffe di un ‘inesistente destino. Ho taciuto le mie idee e mi sono fatto da parte. Vigliacco. Ma ora… Ora le mie ossa si sono fortificate e la mia essenza è uscita allo scoperto. Certo, c’è ancora un grande velo di omertà, poiché non mi sono mai deciso a parlare della mia condizione. Poi mi chiedo: ma serve davvero farlo? La mia verità è visibile a tutti. Non solo a chi sa guardare oltre, bensì anche a coloro che non vogliono vedere. È impossibile non accorgersene, non chiedersi come mai i miei atteggiamenti sono tutto, tranne quelli che dovrebbero essere. Forse la mia speranza è che qualcuno me lo chieda. Ne sarei felice. Mi piacerebbe che si accorgessero, che mi dessero respiro. Potrei finalmente vivere un po’ di più. Non relegato in questa prigione che ho dovuto costruirmi attorno. Penso anche alla mia famiglia. Che, senza dubbio, mi ama, ma non ha mai notato niente. Non solo si sono limitati a non pormi alcuna domanda, ma dal modo nel quale si esprimono, mi sono accorto che non hanno capito nulla. E questo, credete, è alquanto doloroso.
Come ho scritto pochi giorni fa, in questo periodo mi sento molto stanco. Sfinito. Stravolto. Stanno emergendo diversi problemi di salute che speravo di dover dimenticare. Sono anche stato avvisato, proprio oggi, di un pericolo inerente un problema piuttosto rilevante. Non che ne faccia un dramma, sia chiaro. Mi secca unicamente dover dipendere dai mali psicosomatici, o meno, che mi perseguitano a causa dei continui pensieri e dell’inesistente serenità. Mi sono imposto un bel programma di ristrutturazione da attuare a partire da ora.
No. Non avrei immaginato. E, se lo avessi fatto, non avrei nemmeno voluto sapere la verità. All’inizio rifiutavo i miei pensieri. Li vedevo sbagliati. O, per lo meno, così me li mostrava la società. Le donne sono esseri umani che nascono con la gonna, mentre gli uomini indossano pantaloni ed una virilità imposta. Ma non è così che funziona. C’è chi la gonna la strappa al primo vagito. Chi la toglie in seguito, dopo aver passato anni ed anni a fingere. Come me.
Non è vero che bisogna accettarsi. Non è vero che se sei nato così devi rimanere così perché chi lo ha voluto è un essere supremo. Non m’importa. Io sono il Dio di me stesso e ho una vita sola (tralasciando vari discorsi sulla reincarnazione e quant’altro, che vorrei approfondire in un secondo momento). Proprio perché in queste vesti ho un’unica possibilità, desidero possedere la facoltà di decidere e comportarmi di conseguenza, pur rispettando gli altri. Mi hanno imposto questo aspetto, che tutti possono vedere. Ma pochi si preoccupano di scansionare lo spirito. È lì che siamo davvero… noi stessi. È lì che sono nato. Ed è lì che ho cominciato a camminare, a seguire una strada che mi avrebbe portato alla quasi totale comprensione di ciò che sono.
Non è facile. No. Non lo è. Girovagare in mezzo alla gente vestito in questo modo mi fa stare bene. Ma gli occhi li noto. Li osservo. Ancor più di quanto loro facciano con me. Il giudizio altrui non mi preoccupa. Ciò che mi fa pensare è la grettezza e la piccolezza che conservano dentro sé. Bisogna essere davvero minuscoli, per passare il tempo a schiacciare l’esistenza altrui. Mi chiedo cosa accadrebbe se io fossi loro figlio. Cosa farebbero se capitasse a qualcuno con il quale hanno un legame che fino a quell’ipotetico momento si può definire vero e totale. Ammesso ce l’abbiano.
Ho buttato al vento molti anni. Troppi. Mi sono calzato sulle aspettative altrui, tradendomi. Ho cercato di piacere e compiacere, dimenticando la VITA a lettere maiuscole. Sono sceso a compromessi, sorridendo di fronte alle beffe di un ‘inesistente destino. Ho taciuto le mie idee e mi sono fatto da parte. Vigliacco. Ma ora… Ora le mie ossa si sono fortificate e la mia essenza è uscita allo scoperto. Certo, c’è ancora un grande velo di omertà, poiché non mi sono mai deciso a parlare della mia condizione. Poi mi chiedo: ma serve davvero farlo? La mia verità è visibile a tutti. Non solo a chi sa guardare oltre, bensì anche a coloro che non vogliono vedere. È impossibile non accorgersene, non chiedersi come mai i miei atteggiamenti sono tutto, tranne quelli che dovrebbero essere. Forse la mia speranza è che qualcuno me lo chieda. Ne sarei felice. Mi piacerebbe che si accorgessero, che mi dessero respiro. Potrei finalmente vivere un po’ di più. Non relegato in questa prigione che ho dovuto costruirmi attorno. Penso anche alla mia famiglia. Che, senza dubbio, mi ama, ma non ha mai notato niente. Non solo si sono limitati a non pormi alcuna domanda, ma dal modo nel quale si esprimono, mi sono accorto che non hanno capito nulla. E questo, credete, è alquanto doloroso.
Come ho scritto pochi giorni fa, in questo periodo mi sento molto stanco. Sfinito. Stravolto. Stanno emergendo diversi problemi di salute che speravo di dover dimenticare. Sono anche stato avvisato, proprio oggi, di un pericolo inerente un problema piuttosto rilevante. Non che ne faccia un dramma, sia chiaro. Mi secca unicamente dover dipendere dai mali psicosomatici, o meno, che mi perseguitano a causa dei continui pensieri e dell’inesistente serenità. Mi sono imposto un bel programma di ristrutturazione da attuare a partire da ora.
Insomma: fino a prova contraria, cara vita, sarò io a vincere!

22 introspezioni:
cavolo che post!! Bellissimo, bellissimo ed io sono con te davvero. Non è una questione di sessualità sai, è una questione di identità ed io che mi sento straniera ti comprendo totalmente. Io sono con te in questa ricerca , in questa possibilità di rivelarmi, anche a me soprattutto ame di essere totalmente come mi sento. E questo che tu haui scritto diverso da gli altri tuoi post mi da tanta speranza. Sei adorabiole così . Sei così che puoi essere . Ti sono vicina con affetto e ti abbraccio , ti abbraccio veramente.
Ciao Vita ed Amore ,
mi sono soffermata sulla tua risposta ad un post di Nicole e incuriosita ho avuto voglia di leggere di più di te ...e di nuovo mi arresto colpita da una tua frase : "io sono il dio di me stesso"... sorrido ed annuisco !
È la frase da tatuare sulle pareti delle nostre anime .
Alessandra
Cazzo!...E non mi verrebbe da aggiungere altro, ma non posso.Hai scritto per te stesso e per tutti coloro che seppur per motivi diversi soffrono e hanno sofferto.
Per chi ha consumato nel silezio dolori indicibili...e ha indossato una maschera di spine per sopravvivere.
Si, credo sia giunta l'ora di spogliarsi dei vecchi vestiti per indossarne di nuovi.
Vada come deve andare ma giochiamo fino all'ultima fiches...
P.S.
Ti voglio bene
Un post intenso e speciale.
La tua famiglia forse ha compreso ma preferisce non affrontare l'argomento troppo in profondità, a volte è difficile accettare che le situazioni siano diverse da quelle che ci siamo "formate" nella nostra mente e che consideriamo "normali".
Un bacio
Farò piano, permettimi di leggerti.
Antonella
Certo: è una questione di identità. Sono in completo accordo. Se questa, poi, s’impronta sulla sessualità o su altro non fa alcuna differenza. È l’identità ciò che conta e che andiamo giustamente scavando e cercando.
So che sei sulla mia stessa strada. Ti sento, ti percepisco e ti assicuro che è un’ottima compagnia. E, se dovessi aver bisogno, appoggiati pure. Si cammina meglio quando non si è soli sugli ardui percorsi.
Raccolgo il tuo abbraccio e rimango così per qualche minuto.
Alessandra
Benvenuta!
Sono contento di vedere un volto nuovo vagare nel Blog.
Sono andato a sbirciare il tuo mondo ed ho trovato un pezzo di me. Questo è uno di quegli incontri che io definisco casuali, ma non casuali. Uno di quelli adatti per la frase: a tutto c’è un motivo. Sei qui. Ci dovevi essere… e sei arrivata.
Siediti, ora. Parliamo un po’.
Un sorriso.
Nicole
Leggendo la tua prima parola ho sorriso. Non per l’espressione in sé, ma per quanto racchiude. È paradossale: ma mi piace molto. In quel termine c’è tutto ciò che pensi. Ed è facile tradurlo.
Sono certo che nel mio scritto ci sia anche tu. E sono certo anche del fatto che mi comprendi fin troppo bene. Per eventi e situazioni diverse, ma una gran similitudine di vita.
Io di fiches ne ho parecchie e non smetterò di giocare. Mai.
Un caldo abbraccio affettuoso.
Kylie
Ho pensato anch’io ciò che hai detto. Ho creduto avessero compreso, ma preferissero fingere il contrario e non affrontare le cose. In verità, dopo averci parlato cercando di sondare il campo ho compreso la grande ingenuità che li abborda. Non è colpa loro, né di altri. Il mondo dove sono cresciuti non conosce queste realtà. Purtroppo.
L’unica cosa che ribadisco sempre, quando li vedo, è l’inesistenza della normalità intesa come modello. Prima o poi, forse, ci ragioneranno.
Ciao, bella. Un bacio a te.
Eli
Scandaglia. Vivi. Sfogliami e rileggimi, se vuoi. Io sto già seguendo le tue parole, come un nuovo alito di vita.
Benvenuta.
Ecco.
Se adesso ti dicessi che ti spogliai al primo impatto, risulterei persino banale.
Non c'è una virgola di te che non merita di vivere nella sua completa nudità....piuttosto sono gli altri che non meritano te.
Ma questo non serve sottolinearlo.
Faccio fatica a commentarti perchè hai scatenato un fiume in piena che appartiene a tutti in fondo, ma che nel tuo specifico caso...mi confonde tra la rabbia e lo sconcerto umano.
Quel "gli altri non hanno capito nulla" racconta il romanzo di una vita fatta ed imbastita ad arte per non sconfinare nell'altrui ignoranza e questo è il male più grande, quello che ammala, quello che dentro prima, si fa cancro, poi, ti fa andare in cancrena il resto.
Mi sembra di leggere la vita di due persone a me care ( e care è dire poco) perchè io ho lottato e lo faccio ancora per loro. Io ho combattutto per essere l'altro peso della bilancia, con tutte le mie forze...facendomi peso più che mai per restituire a loro ciò che sono. Prima di tutto "persone" e poi, senza venir meno, sono angeli ai quali, il mondo ha costantemente carpato le ali. Uno di questi due miei amici.....alla fine è riuscito a volare ed anche in alto....L'altro ancora un pò zoppica, però io ci sono sempre per ricordare quanto siano la meraviglia incarnata che l'ignoranza umana ha reso...peccato.....difetto....
patologia....virus...qualcosa da discriminare....
Patetico. Ignobile.
Al punto d'avermi resa discriminatrice senza pietà dinnanzi ogni, anche minuscolo, segnale di distorsione di realtà e di ignoranza.
Non c'è che dire.....tu tocchi l'anima e la rivolti....
Ma so perchè.
Perchè il primo che lo ha fatto con se stesso sei tu...spesso anche spinto a forza dall'esterno...
E questo è il vantaggio/svantaggio.
Questo rende il tuo Dio, te stesso, chi oggi tu sei dentro è il tuo unico Dio.
L'essere speciale esula da ciò che riveli in queste parole....ma sappi che per me tu lo sei, ovunque e comunque.
Un abbraccio senza precedenti.
Sei tornato ad aprirti...ad avere voglia di essere ascoltato, percepito, compreso...non sai quanto sia importante...perché ancor più che l'introspezione pare sia veramente importante essere visti...
Un bacio...
..ho preso posto, sul cuscinetto in velluto,quello color porpora che sta sul divano,..credo anche io che non sia casualità.. quale miscela di tè suggerisci per l'occasione ?
Darksecretinside
Non credo che riusciresti mai ad essere banale. Nemmeno se lo volessi.
Desidero ringraziarti per le parole che mi hai rivolto. Mi hanno cucito addosso emozioni che non passano certo inosservate.
Ciò che hai detto riguardo la vita silenziosa atta a non deturpare le convinzioni altrui è tristemente veritiero.
Sono felice che qualcuno sia riuscito a volare, a prendere quota e librarsi piano piano. In questo cielo c’è posto per tutti. Anche se molti non lo sanno.
Sei tu a lasciarti sfiorare anima e cuore. Senza timore. Senza pregiudizi. Senza domande. E ne sono felice, oltre che onorato. Si è speciali unicamente quando gli altri ti rendono tale.
Mi tuffo nell’abbraccio e mi permetto di stringerti.
Marina
È importante. Importantissimo. Il confronto con voi è diventato quasi fondamentale, per me. E sono contento tu sia sempre al mio tavolo, pronta ad ascoltare, parlare e scavare dentro gli altri.
Un bacio ed un sorriso.
Alessandra
Quel cuscino… È lo stesso dove mi siedo io. Sai?
È per questo che a tutto c’è un motivo. Per le piccole coincidenze, che tali non sono.
Qui fa abbastanza freddo. Ci vorrebbe un tè speziato. Credo che anche un semplice Chai possa essere l’ideale. Un goccio di latte, come d’usanza. E per contorno mille parole e attimi d’intenso silenzio.
Il tuo post è scritto con l'anima di chi ha tanto sofferto e continua a soffrire.Ti auguro di giungere al traguardo che ti prefiggi e che tu possa vincere .
Con il cuore, un caro pensiero
..infatti mentre ti scrivevo avevo immaginato che fosse il tuo cuscino , sono quei flash che ho occasionalmente .
Passa una buona giornata
..chai con una nuvoletta di latte ...sto sorridendo sai?! ;)..perché è il tè che prendo sempre al caffè di una libreria in Germania ..è "il tè della libreria ".
Prima o poi doveva capitare..ed è capitato.
Ma è giusto ed è normale perchè devono per forza esserci delle discordanze per alimentare la complementarietà di anime.
C'è una frase che non mi piace e che non fa proprio parte di me..ma fa parte di te e la rispetto anche se non la condivido.
"""Io sono il Dio di me stesso"""
C'è qualcosa che mi sfugge, che mi sembra di essere lì lì per afferrare ed invece svanisce.
Ma dentro di me ho afferrato.
I tuo modo di scrivere, punteggiatura compresa è di un ordine che sembra quasi un paradosso con il dis-ordine che hai dentro, ma più che disordine lo chiamerei un caos danzante ^_^
Tu sai ciò che vuoi ma..non lo so..quello che ti frena è che forse non hai accettato completamente ciò che gli altri vogliono..e cioè lo standard normale del pensiero umano.
Sei sulla strada giusta e forse anche per questo i colloqui con i "medici" non hanno dato i risultati "giusti"
E non è così..Dio ci ha creati di corpo ed anima e col gran dono del libero arbitrio che molti confondono col detto "Faccio e dico ciò che voglio" ed invece è l'opposto..il libero arbitrio implica il rispetto e la dignità verso se stessi e verso gli altri.
Ti rispetto, ti stimo, ti ammiro e ti sento vicino nell'essenza umana che emani.
Ti abbraccio e come ti ho scritto nel commento al post precedente grazie per avermi chiamata alias pensata ^_^
a tu ce l'hai una casella mail?
L'ho cercata qui..ma niente.
In pratica è come da me...nada!!
Bacione ^_^ e buona serata.
Ciao Vita, non mi dilungo, non è nel mio stile. Sai come la penso...
Un abbraccio.
bellissimo post!
buon inizio settimana ^_________^
Che bello qui da te...ogni volta che apro il tuo blog cè in me una grande sensazione...giuro,è una sensazione che conosco bene...pace...serenità.Sono venuta tante volte,mentre incominciavo a scriverti mi fermavo,non capivo il perchè...sono passati giorni ed'eccomi qui...Questo tuo sritto rivela il tuo essere...la tua essenza...leggo e rileggo e sento forte le vibrazioni nelle frasi.Quella stella,ti confesso che l'ho vista anch'io...l'ho acarezzata...ne ho sentito l'essenza, calore,freddo e colori bellissimi...dal bianco acceso che mi accecava...un verde acqua dall'azzurro e il lilla...Percepire,ascoltarsi e ascoltare,è un dono che non tutti riescono a metterne in atto...ascoltarsi,guardarsi dentro è una cosa meravigliosa...Questo post e il precedente rispecchia molto di me...ti ammiro tanto sei una persona con un'anima bellissima...qui mi sento in pace...le tue parole mi hanno colmata...un caso che io fossi qui?no...nulla accade per caso...mi hai cercata...ed io sono qui nel tuo salotto...seduta accanto a te,e voglio ascoltarti con tutta me stessa.Ti abbraccio forte forte,sono davvero felice di esser passata qui da te,e di stare con te a dialogare.Dolce serata.
Dolce notte...un abbraccio.
toc toc??
C'è nessuno in casa??
^_^
concordo con la tua ultima frase e te lo auguro di cuore ^_^
fino a prova contraria sarai tu a vincere :)))
Un bacione.
Sò seguendo la tu scia....ascolto e riascolto il vento che batte contro le mie finestre...m'invita a venire qui da te...come stai?voglio augurati una serena serata...un abbraccio fortissimo,spero che questo vento si calmi...una carezza per te.
Un caro abbraccio.
Tic tac tic tac...
Un respiro ^_^
Salutonissimi.
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