Mi sorprendo nel pensare quanto abisso e quanto settimo cielo ci siano nelle persone. Non che si possano sfiorare, ma indubbiamente percepire sì. Siamo un mondo a sé stante: piccoli puntini in un Universo sconfinato che lottano per i loro sogni o per denaro. Sono queste le due possibilità, almeno per quanto riguarda il mondo occidentale. Ogni essere umano conserva dentro sé lo sfavillio di una stella, come il buio più nero del nulla. Se ci pensiamo bene abbiamo anche fiumi, laghi e mari di sangue; alberi di cellule; cielo di ossigeno; strade di capillari; città di linfonodi. Un pianeta in miniatura, con le sue piogge o le giornate di sole. E un nucleo immenso e denso di significati, quello che chiamano il punto nevralgico di ogni nostro peregrinare fra riflessioni e concetti: il cervello. La società crede davvero sia lui il motore di ciò che riusciamo ad apparire. Ma non è così. Ci siamo dimenticati l’emotività, il sentimento. Sono loro a dare voce al nostro essere, loro a muovere i fili del cammino. E si arriva, dunque, al cuore.
Sono sempre stato attratto da esso. Un piccolo organo pulsante capace di portarci nelle vette più alte e meravigliose, quanto negli anfratti oscuri di uno scantinato. Ho cercato di seguirlo sin da quand’ero bambino. Quando mi regalavano qualcosa, cercavo sempre di donare a mia volta; se avevo del cibo, lo dividevo con il mio compagno di avventure. Non ero un egoista, sentivo di voler bene a tutti e mi piaceva quando qualcuno mi chiamava per giocare. Poi la vita è mutata lentamente, quasi senza accorgersene. Le persone mi hanno insegnato che dare molto può equivalere ad un percorso che termina con una delusione. Ma non fa niente. Non ho mai permesso a questo pensiero di stravolgere quello che sono, anche se alcune colorazioni hanno aggiunto o tolto qualche tonalità. Sono più attento e ora mi sono capacitato di necessitare anch’io di presenze stabili, di qualche piccola certezza, di amici che non scappano quando il cielo piange. E così facendo sono rimasto quasi “solo”. Ed è quel quasi a donarmi ancora la forza per continuare il mio percorso, per non cedere ad una vita che è diventata l’ombra angusta di un sogno. Mi sento soffocare. E so che l’aria devo trovarla da solo…
Sono sempre stato attratto da esso. Un piccolo organo pulsante capace di portarci nelle vette più alte e meravigliose, quanto negli anfratti oscuri di uno scantinato. Ho cercato di seguirlo sin da quand’ero bambino. Quando mi regalavano qualcosa, cercavo sempre di donare a mia volta; se avevo del cibo, lo dividevo con il mio compagno di avventure. Non ero un egoista, sentivo di voler bene a tutti e mi piaceva quando qualcuno mi chiamava per giocare. Poi la vita è mutata lentamente, quasi senza accorgersene. Le persone mi hanno insegnato che dare molto può equivalere ad un percorso che termina con una delusione. Ma non fa niente. Non ho mai permesso a questo pensiero di stravolgere quello che sono, anche se alcune colorazioni hanno aggiunto o tolto qualche tonalità. Sono più attento e ora mi sono capacitato di necessitare anch’io di presenze stabili, di qualche piccola certezza, di amici che non scappano quando il cielo piange. E così facendo sono rimasto quasi “solo”. Ed è quel quasi a donarmi ancora la forza per continuare il mio percorso, per non cedere ad una vita che è diventata l’ombra angusta di un sogno. Mi sento soffocare. E so che l’aria devo trovarla da solo…

9 introspezioni:
A te sembra di soffocare invece quando ti leggo io respiro.
Sono cmq piuttosto d'accordo con te. Ma a quasi 40 anni mi dico che mi va bene circondarmi di pochi selezionatissimi amici e di tutti gli altri che incontro gustarmi quello che c'è di buono, dare quello che riesco, il resto spazzatura.
Ti abbraccio tanto
Scrivi delle cose incredibili e che arrivano al cuore.
Sei speciale davvero.
Un bacio e buon sabato!
....buongiorno...:)
Sono qui...e condivido con ciò che hai scritto...
No...non voglio che tu ti senta soffocato...chiudi gli occhi...dammi le mani e con piedi scalzi per terra ora...respira...ti porto in un posto bellissimo....
http://youtu.be/TnoNOAEeWOU
.............ti voglio bene.
Dove sei?....passo per augurarti dolci sogni...un sorriso.
In effetti viviamo in una società in cui emotività, sentimento, sensibilità sono un po' dimenticati: chi come te è sensibile e pieno di amore da offrire, soffre molto e ti comprendo benissimo. Comunque rimanere soli talvolta è meglio che circondarsi di persone povere di spirito. Ti porto il mio abbraccio ed un sorriso. Per il post "gemellato" lo aspetto, quando e appena puoi.
......dove sei?tutto bene?un soffio di vento possa portarti un sussurro delle mie parole...Ti stringo...un sorriso.
Si è sempre quasi soli, quando si dedice di percorrere strade non battute. Ne so qualcosa anche io...e nonostante quel 'quasi' non potrei essere diversa da come sono. In quel mio 'quasi' ci sei anche tu , seppur lontano da me.
Meglio un mondo ristretto che una cloaca senza senso.
Baci:)
Ciao Carissimo VIta,
hai proprio ragione, perchè il cuore p la sede dell'anima e solo attraverso le vibrazioni che passano per ogni emozioni possiamo connetteri con la nostra essenza... Ed abche se spesso si perde la strada credendoci di essere rimasti soli con noi stessi, sappi solo che NON SIAMO MAI SOLI, ABBIAMO SOPRATTUTTO I NOSTRI ANGELI, LE NOSTRE GUIDE SPIRITUALI CHE SPESSO IN INCOGNITO GUIDANO I NOSTRI PASSI VERO LA META CHE CI ERAVAMO IMPOSTI PRIMA DI RIDISCENDERE IN QUESTO PURGATIVO/MATERIALE MA ANCHE NECESSARIO MONDO.
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